CHIRURGIA DELLA CATARATTA NEL CANE

Che cosa è la cataratta?

Si definisce cataratta qualsiasi opacità della lente (o cristallino). Poiché la funzione principale del cristallino è quella di focalizzare le immagini sulla retina la visione risulterà più o meno alterata in relazione all’estensione dell’opacità stessa; in molti casi la chirurgia può ripristinare la visione, ma è necessaria una corretta valutazione specialistica preoperatoria per stabilire possibilità e benefici dell’intervento chirurgico nei singoli casi.

La maggior parte delle cataratte nel cane debbono essere considerate ereditarie, e la loro classificazione sarà legata al periodo di insorgenza, alla causa ed allo stadio di sviluppo. Il diabete è una causa frequente di cataratta nei cani affetti dalla malattia.

Quale trattamento?

Quasi tutte le cataratte nel cane, se causano un disturbo visivo, possono essere rimosse con successo mediante “facoemulsificazione”, ovvero con l’utilizzazione di un moderno strumento chirurgico ad ultrasuoni che frammenta ed aspira la lente opacizzata (è simile, ma non è una macchina laser, come alcuni erroneamente pensano!).

L’oculista veterinario, con l’ausilio di un microscopio operatorio e con l’animale posto in anestesia generale, esegue una piccola incisione corneale attraverso la quale verrà eliminata la cataratta e, quasi sempre, se possibile, inserita la lente artificiale sostitutiva (nella maggior parte dei casi si utilizzano lenti pieghevoli di nuova generazione).

Qual’ è la percentuale di successo?

Se la chirurgia viene eseguita al momento più opportuno ed è accompagnata dalle terapie e dai controlli post-operatori previsti, il cane ha ottime possibilità di tornare a vedere. Fra le complicanze più gravi bisogna ricordare: il glaucoma ed il distacco della retina (entrambe possibili anche a distanza di mesi o anni dalla chirurgia, statisticamente nel 5-10% dei casi).

Come si scelgono i candidati?

Il paziente dovrà essere un soggetto trattabile e non aggressivo, e non affetto da malattie sistemiche gravi o da altre patologie oculari invalidanti. Dopo accurata visita specialistica preliminare, verranno eseguiti in molti casi i test collaterali che permettono di evidenziare patologie oculari già preesistenti (es. degenerazioni o distacchi retinici).

I test che precedono la chirurgia sono spesso vincolanti e comprendono l’elettroretinografia, l’ecografia oculare e gli esami emato-biochimici completi. Nel soggetto diabetico sarà importante il controllo dello stato della malattia con una curva glicemica recente. Nei soggetti considerati idonei verrà iniziata la terapia pre-operatoria e fissata la data per l’intervento.

Cataratta Nucleare - Beagle

Cataratta Nucleare – Beagle

Cataratta Nucleare - Bichon adulto

Cataratta Nucleare – Bichon adulto

 

 

 

 

 

 

IMPIEGO DELLE LENTI INTRAOCULARI (IOL) NELLA CHIRURGIA DELLA CATARATTA NEL CANE 

Utilizzo

La funzione principale del cristallino (o lente) è quella di mettere a fuoco le immagini sulla retina; la lente “artificiale” (IOL) nella maggior parte dei casi sostituisce quella “naturale”, procedura fondamentale nelle persone operate di cataratta,  importante, ma non nei nostri animali (cane e gatto). Inoltre  alcuni soggetti della specie canina presentano una maggior reazione infiammatoria dopo l’intervento, molto probabilmente correlata proprio alla presenza del cristallino artificiale.

Precauzioni

Nella maggior parte (90-­95%)dei cani operati di cataratta viene sostituito il cristallino, ma la decisione di inserire una lente intraoculare viene presa solamente durante la chirurgia. I soggetti che presentano le seguenti patologie non possono essere  impiantati:

–  Pazienti con complicanze intraoperatorie e con potenziale maggior rischio di insuccesso post-operatorio (ad es. persistente emorragia, importanti danni all’iride, instabilità della capsula o rottura della stessa).

–  Pazienti già affetti da infiammazioni oculari (uveiti) gravi o scarsamente responsive alle terapie farmacologiche e ad eziologia sconosciuta.

–  Pazienti già affetti da glaucoma o ipertensione oculare non controllabile (tranne nei casi in cui è possibile associare un trattamento con Endolaser).

Avvertenze

Le più frequenti complicazioni oculari conseguenti alla chirurgia della cataratta includono (in ordine di frequenza): aumento della pressione intraoculare (glaucoma acuto e cronico, 5‐10%dei casi), uveite cronica, distacco della retina, danni corneali endoteliali, ifema, dislocazione della lente artificiale, endoftalmite. 

Lente intraoculare non pieghevole per chirurgia cataratta

Lente intraoculare non pieghevole per chirurgia cataratta

Lente intraoculare pieghevole per chirurgia cataratta

Lente intraoculare pieghevole per chirurgia cataratta

Pastore Australiano adulto a 3 mesi dalla chirurgia

Pastore Australiano adulto a 3 mesi dalla chirurgia

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